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Orso Bruno Marsicano Scheda PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 30 aprile 2008

L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) costituisce una sottospecie dell’Orso bruno (Ursus arctos arctos) presente in Europa nei Balcani e nei Carpazi, rappresenta una specie endemica e quindi propria dell’Abruzzo o più in generale del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

 

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L’Orso è il simbolo del Parco e dell’intera regione, il suo carattere giocoso e pacifico il suo andamento goffo e sornione fanno di questo animale l’icona dei bambini mentre la sua unicità e bellezza unita alla sua riservatezza rendono gli incontri e i rari avvistamenti tanto speciali da attirare ogni anno nelle montagne abruzzesi migliaia di appassionati ed amanti della natura.
In effetti incontrare un’orso non è tanto facile, il motivo è da ricercarsi come abbiamo già accennato nel numero ridotto di esemplari, nella sua capacità di evitare la presenza dell’uomo e in altre caratteristiche quali l’essere solitario e scarsamente territoriale (nel senso che non sembra difendere attivamente una "sua"porzione di territorio) e l’essere attivo soprattutto di notte.
C’è da dire però che imparando a conoscerne le abitudini e mantenendosi a distanza con un buon binocolo la possibilità di osservarli in zone abitualmente frequentate in determinati periodi dell’anno cresce notevolmente.
Bisogna però avere molta pazienza, appostarsi alle prime e alle ultime luci del giorno e nel caso in cui l’orso non si fa vivo si può godere di un tramonto o di un’alba nel parco che offrono comunque uno spettacolo unico.

Mammiferi » Carnivori » Ursidi

Introduzione:

L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) costituisce una sottospecie dell’Orso bruno (Ursus arctos arctos) presente in Europa nei Balcani e nei Carpazi, rappresenta una specie endemica e quindi propria dell’Abruzzo o più in generale del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
L’Orso è il simbolo del Parco e dell’intera regione, il suo carattere giocoso e pacifico il suo andamento goffo e sornione fanno di questo animale l’icona dei bambini mentre la sua unicità e bellezza unita alla sua riservatezza rendono gli incontri e i rari avvistamenti tanto speciali da attirare ogni anno nelle montagne abruzzesi migliaia di appassionati ed amanti della natura.
In effetti incontrare un’orso non è tanto facile, il motivo è da ricercarsi come abbiamo già accennato nel numero ridotto di esemplari, nella sua capacità di evitare la presenza dell’uomo e in altre caratteristiche quali l’essere solitario e scarsamente territoriale (nel senso che non sembra difendere attivamente una "sua"porzione di territorio) e l’essere attivo soprattutto di notte.
C’è da dire però che imparando a conoscerne le abitudini e mantenendosi a distanza con un buon binocolo la possibilità di osservarli in zone abitualmente frequentate in determinati periodi dell’anno cresce notevolmente.
Bisogna però avere molta pazienza, appostarsi alle prime e alle ultime luci del giorno e nel caso in cui l’orso non si fa vivo si può godere di un tramonto o di un’alba nel parco che offrono comunque uno spettacolo unico.

·    Dimensioni: Mediamente un orso maschio adulto ha un peso che si aggira intorno ai 100- 150 kg (le femmine sono più piccole) ed una lunghezza massima di 150 - 180 cm, ma può arrivare a pesare oltre 200 kg.

·    Vita: In cattività sono registrati casi di oltre 30 anni; in natura, dove la battaglia quotidiana per la sopravvivenza è molto più dura, è raro che vadano oltre i 20 - 25 anni.


·    Habitat: Il bosco rappresenta l'habitat più importante per l'Orso: in esso trova rifugio, tranquillità e cibo. Non è raro comunque che l'Orso frequenti, a seconda delle stagioni, le praterie di alta quota o i coltivi di fondovalle. Trattandosi di un animale onnivoro (che si nutre cioè sia di sostanze vegetali che animali), l'Orso riesce ad adattarsi a diversi tipi di habitat, purché tranquilli e sicuri come si può osservare dalla nostra foto.


·    Alimentazione: L'orso è un animale onnivoro, si nutre cioè sia di piante che di animali, anche se la sua dieta è costituita per l'80% da vegetali. La sua alimentazione varia stagionalmente a seconda di ciò che la natura offre: bacche e frutti di bosco, insetti e larve, miele, carcasse di animali. Dopo il letargo, in primavera, spesso il cibo scarseggia e la dieta è composta principalmente da piante erbacee, radici, germogli ma anche dalle carcasse degli animali morti durante l'inverno. Durante l'Estate e l'Autunno, invece, grazie all'abbondanza di cibo, gli orsi passano gran parte del tempo ad alimentarsi per aumentare le scorte di grasso che gli consentiranno di superare l'Inverno, aumentando il proprio peso di circa il 30%, mezzo kg al giorno. In questa fase gli insetti (soprattutto formiche), la frutta (mirtilli, lamponi, mele, pere, frutti della rosa canina, noci, ecc.), nonché semi, e radici diventano importanti componenti alimentari. Molto spesso gli orsi predano pecore negli stazzi di altura anche se questo fenomeno sembra essersi attenuato, mentre nel caso dell’orsa Gemma si assiste ad un fenomeno molto raro in quanto nella sua dieta ha inserito galline, polli e tacchini la cui ricerca la spinge a frequentare i centri abitati. Per quanto riguarda Gemma il discorso è molto vasto e sarà trattato a parte.

 

·    Comportamento: L'Orso bruno è un animale solitario e silenzioso, un tempo animale diurno, oggi ha abitudini prevalentemente notturne a causa del disturbo provocato dall'uomo. E' schivo e diffidente, estremamente difficile da incontrare, non è aggressivo e non attacca, “se non provocato”. Non si registrano in Italia casi di attacco a persone negli ultimi 150 anni.  Tipico degli orsi è il falso attacco: questo atteggiamento consiste nel soffiare e grugnire, dirigendosi con buona andatura dritto verso il nemico. Tra le due specie presenti nel nostro paese, l'Orso bruno marsicano e sicuramente quello piu' tranquillo. Ogni orso ha un carattere proprio che lo differenzia dagli altri esemplari e lo rende unico. Di solito è un animale molto silenzioso, però a volte soffia e ruglia, cioè emette un sordo brontolio.  Quando, in Autunno (Novembre-Dicembre), le risorse alimentari sono pressochè scomparse gli orsi ibernano in rifugi invernali abbassando il metabolismo corporeo fino alla primavera successiva. In realtà il fenomeno del letargo è raramente totale; molto spesso gli orsi, durante l'inverno, escono per qualche ora dalla tana se c'è una buona giornata di sole e se si trova qualche piccola risorsa alimentare. In alcuni casi, spesso negli esemplari in cattività, puo' succedere che l'orso scelga di non andare in letargo. La tana rappresenta per l'orso il luogo dove rifugiarsi temporaneamente o per trascorrere il letargo. Come rifugio temporaneo può essere sfruttato qualsiasi luogo coperto come una fenditura nelle rocce o un masso isolato nel bosco, purchè offra adeguato riparo e una facile via di fuga. Per quanto riguarda la tana per il letargo, l'orso è molto piu' esigente, infatti questo rifugio deve essere molto confortevole, asciutto, con un ingresso non troppo grande, e dimensioni interne che ne favoriscano una buona termoregolazione. Di solito all'interno viene preparato un giaciglio, spesso e morbido, utilizzando foglie e vegetali in genere, che serve anche come isolante termico. Alcune specie di orso possono decidere di scavare la propria tana nel terreno; questa scelta però, non è permessa all'Orso bruno presente in Italia che vive in zone di montagna dove il suolo spesso non da la possibilità di scavare in profondità. L'orso utilizza la tana solo per il riposo, il letargo e il parto; al suo interno non si alimenta e non produce nessun escremento. C'è da aggiungere che la tana è anche il luogo dove, per cause naturali, gli orsi passano a miglior vita, infatti capita spesso che un orso in età molto avanzata non si risvegli mai piu' dal suo letargo. 

 

·    Riproduzione: A maggio inizia per gli orsi il periodo degli amori. Sia i maschi che le femmine possono accoppiarsi con più individui nella stessa stagione e di conseguenza i piccoli di una stessa cucciolata possono essere di padri diversi. A febbraio, durante il periodo di latenza invernale, la femmina partorisce da 1 a 3 cuccioli. Al momento della nascita i piccoli pesano meno di 500 grammi e dipendono completamente dalla mamma. Grazie al latte materno che è particolarmente ricco di grassi, gli orsacchiotti riescono a crescere rapidamente per affrontare lo svezzamento in l'estate. I piccoli rimangono con la madre per più di un anno.

 

·    Segni di presenza: Escrementi ricchi di residui vegetali (frutti, semi, bacche ecc.) poco digeriti e poco assimilati avendo un intestino da carnivoro e di cui si sente anche il profumo dei frutti originari. Grossi massi rivoltati alla ricerca di insetti e larve, soprattutto formiche, raspature sulla neve sotto gli alberi da frutta, unghiate sui tronchi. Il segno di presenza più caratteristico sono le impronte, assolutamente inconfondibili. Inoltre c'è da ricordare, tra le modalità di consumazione delle grosse prede, che l'orso scuoia la carcassa degli animali che mangia. I pastori, in Abruzzo, chiamano la pelle che resta "straccio". 

 

 

·    Avvistamento:  L'avvistamento diretto è difficile a causa delle abitudini assai elusive e prevalentemente notturne dei nostri orsi. Appostandosi al tramonto o all’alba in determinati periodi dell’anno in opportune zone poste a debita distanza dai luoghi frequentati dall’orso c’è la possibilità di riuscire ad osservarli.

 

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 ·    Curiosità: L'Orso ha un udito molto sviluppato ed un olfatto acutissimo che lo aiuta nella ricerca del cibo. A differenza dell'olfatto e dell'udito, la vista è invece piuttosto mediocre. Il verso dell'Orso si chiama ruglio. A differenza degli altri carnivori è un plantigrado, cioè appoggia tutto il piede a terra, come l’uomo, il gorilla, lo scimpanzé e l’orango. Può correre ad una velocità di 50 Km/h per circa 2Km.

  

Commenti (1)add
orso marsicano
scritto da mauro , maggio 12, 2008
L'orso regna.

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